Per la rubrica “Testimoni di Coaching” oggi incontriamo Federico Fametti Food & Beverage Manager a Firenze.

Buongiorno Federico la prima domanda – come direbbe qualcuno – nasce spontanea.  Che cosa significa svolgere il ruolo di Food & Beverage Manager in una città come Firenze in cui – anche – il mercato dei turisti asiatici è molto importante?

Il ruolo di food and beverage manager ha varie sfumature e sfaccettature in base alla città, alla dimensione dell’ambiente ed al livello dell’albergo. Il compito del food and beverage manager è coordinare tutti i reparti, far sentire il cliente benvenuto che non vuol dire dargli tutto ciò che potrebbe avere a casa, ma creare un rapporto riuscendo a far capire il valore della nostra cultura dell’ospitalità.

Da sempre turisti dell’Asia hanno fatto di Firenze una  delle loro mete preferite. Prima il Giappone poi la Cina adesso la Corea, conoscere la loro cultura ci dà l’opportunità di fargli apprezzare nostra.

Quando hai incontrato la figura del Coaching? La conoscevi prima di allora?

Ho incontrato la figura del coaching con Roberto Boccacelli Che come nessun altro sa meglio rappresentare questa figura, motivando e valorizzando le risorse umane.

Bel complimento. Grazie! E ti chiedo. Il Food & Beverage Manager si deve interfacciare con la brigata di cucina, quella di sala, per non parlare del reparto degli acquisti. Il coaching può aiutare a costruire una migliore comunicazione fra reparti?

L’F&B ha la responsabilità di far funzionare e coordinare tutti i reparti. Ha a che fare con  formule, procedure, standard internazionali che sono alla base del lavoro di ogni giorno. L’F&B è chiamato a saper costruire un profilo personalizzato ed efficace dell’azienda in cui sta svolgendo il proprio ruolo. E’ un lavoro complesso da non sottovalutare.

Nei reparti ci sono persone. Coaching For Hospitality ci ha ricordato questo: lavorare sul rapporto con le persone. Ecco la soluzione!

Consiglieresti ad un’azienda alberghiera di avvalersi un Coach specializzato in Hospitality? Per quali ragioni?

Sì! Soprattutto in Italia dove ci sono molte piccole e medie realtà che spesso hanno bisogno di un aiuto professionale. Un consiglio però: occorre collaborare con persone che sanno tracciare un profilo personalizzato dell’ azienda. Non tutti siamo uguali, anzi! Il bravo coach fa emergere il particolare apporto di ognuno nel team. In questo modo la personalità della struttura si capisce meglio e viene percepita meglio. Sono le persone che fanno la differenza, lo ripeto. 

Per finire. Quali sono – secondo la tua esperienza – i bisogni di uno staff in una division di Food & Beverage?

Principalmente professionalità esperienza e grande disponibilità ad interfacciarsi con i propri collaboratori.  Quello che non può mancare è: impegno, motivazione, crescita e entusiasmo.

 

Grazie Federico e complimenti!