Soft Skills. Milano Hotel Mariott, sala piena.

Milano si sa, ha il naso rivolto in su verso l’Europa. Città sempre vivace e reattiva ai nuovi trend. Non fa eccezione il comparto Turistico-Alberghiero, anzi! Qui l’hotellerie e il suo management ha spesso fatto scuola ed anticipato il trend che sarebbe diventato il must!

Un evento di squadra all’insegna delle Soft Skills

Soft Skills,  o Competenze trasversali nell’idioma nostrano, sono tutte quelle caratteristiche che un lavoratore dovrebbe possedere e coltivare al di là delle competenze tecniche che afferiscono alle proprie mansioni professionali.

Leadership, Intelligenza Emotiva, Team Bulding le qualità di una vera squadra che voglia diventare un Team! Ebbene, cari amici, a Milano ho visto una vera squadra lavorare insieme.  Presidenti di categoria, Direttori di Hotel, Chef e in platea governanti, sommelier, maître, scuole alberghiere con studenti e docenti. In ultimo, ma non da ultimo, sul palco dei relatori Roberto Boccacelli il nostro Performance Coach, che da Firenze è stato accolto nel team come “uno di casa”.

Erica, mi direte, non ti sembra di essere un po’ esagerata? E’ Normale. No, non lo è, purtoppo! Fare rete è una cosa seria, occorre onestà intellettuale, capacità di andare oltre i propri recinti, possedere un’autostima abbastanza forte e matura per cercare  e favorire (e non evitare) il confronto con colleghi e professionisti del proprio network.

A Milano sotto il coordinamento di Ospitality ho visto una rete che ha la capacità di autoalimentarsi, di crescere.

Ospitality Coaching: Perchè questo tema?

Se io vi dico Google, Twitter, Facebook…cosa vi viene in mente? Che sono colossi? Si, avete ragione, proprio ragione. E sapete cosa hanno in comune oltre al fatto che sono tutti e tre della new economy? Che mettono il collaboratore al centro. Fanno si che ognuno sia in grado di svilluppare tutto il proprio potenziale. Le 4 P del Coaching vengono un po’ da lì in effetti.

Allora perchè non voler diventare grandi e un po’ “colossi” anche noi? Perchè non utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per migliorare la Performance dell’Hotel?

Avrà pensato a questo Alberto Lavorgna quando ha ideato l’evento alcuni mesi fa.

Diversi studi evidenziano la mancanza di Soft Skill da parte di candidati Millennials. In un recente studio di Mckinsey, il 40% dei datori di lavoro ha dichiarato di avere difficoltà a riempire i posti vacanti perché i lavoratori più giovani non hanno competenze trasversali come la comunicazione e il lavoro di squadra. Siamo di fronte ad un divario di competenze trasversali molto più ampio di quello che precedenti studi inizialmente avevano previsto, soprattutto perché i millennials ora costituiscono oltre un terzo della forza lavoro globale.

La Proposta di Ospitaity

La proposta di Ospitality è stata quella di offrire uno sguardo complessivo sul Coaching in Hotel mettendo attorno ad un tavolo uno chef  Umberto Vezzoli, un Coach Roberto Boccacelli, una  Formatrice aziendale Silvia Spano, un tool di certificazione quale NICE POWER presentato da Barbarba Donzelli.

Un filo logico ha unito tutti gli interventi. I lavoratori del settoe turistico sono sottoposti a mille sollecitazioni e se non adegutamente supportati non possono – non è che non vogliono – performare al meglio! Come ci ha insegnato il nostro coach Roberto Boccacelli “Performance = Poteziale – Inteferenza”; l’accompagnamento e la formazione in soft skills ha l’obiettivo proprio di eliminare queste interferenze!

Alla domanda di quella collega Sales Manager in platea che non riusciva a ben cogliere il collegamento tra Investimento in Competenze Trasversali e ROI potremmo rispondre che “La qualità costa, ma la Non-Qualità costa ancora di più” come ha ben detto Silvia Spano. I fondi ci sono, il tempo manca sempre, ma se lo si vuole si trova, ciò che occorre è solo una Vision chiara dell’Hospitality che si vuole costruire per il domani.

Occorre un rapporto più continuativo con le scuole aberghiere –  ce lo ha ricordato Maurizio Faroldi.

Occorre avere la pazienza del saggio che sa che deve saper aspettare perchè i frutti maturino – ce lo ha ricordato Roberto Boccacelli.

Occorre, però, continuare a misurare gli obiettivi e i risultati raggiunti in quelle aziende che il percorso lo hanno intrapreso  altrimenti  non avremo abbastanza frecce al nostro arco per poter essere persuasivi verso committenze e proprietà che fanno impresa, guardano al margine. Direi anche a ragione.

Vi lascio, cari amici, con una nota personale.

Lavorare sulle mie competenze trasversali è stato uno dei viaggi più bell e appassionanti che la vita mi ha rgalato. Di questo devo ringraziare Emanuele Addabbo in primis e poi certo il “mio” coch Roberto Bccacelli.

A tutti gli operatori dico …usciamo dalla caverna in cui l’aria è pesante e cogliamo le occasioni perchè facciamo a noi stessi un gran bel regalo.

Un abbraccio e scrivete tanti commenti…mi raccomando!

Erica